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C&P ARCHITETTI è uno studio di architettura di Luca Cuzzolin ed Elena Pedrina.

Luca Cuzzolin si laurea in Architettura a Venezia con Vittorio Gregotti, con il quale poi collabora presso lo studio di Milano. Ha lavorato a Berlino e con David Chipperfield a Londra.  
Elena Pedrina studia a Barcellona con Albert Viaplana e si laurea in Architettura a Venezia con Arrigo Rudi. 

Nel 1999 fondano C&P ARCHITETTI a S. Dona' di Piave e nel 2001 CCP-Architekten a Basilea.
L’attività dello studio è rivolta alla progettazione di ville private, spazi direzionali, laboratori di ricerca e architettura di interni. Numerose le partecipazioni a concorsi di architettura, con i quali hanno ottenuto incarichi e riconoscimenti. I loro lavori sono stati esposti a mostre di architettura e pubblicati su riviste, libri e cataloghi.
Dal 2009 lo studio si occupa anche della progettazione di spazi per retail, show-room e negozi. In seguito alle esperienze maturate con aziende quali Sun68, Brian&Barry, Peserico, é-spinazzè, un settore dello studio si rivolge, ora, alle aziende del mondo della moda interessate ad interagire con l’architettura contemporanea.

Lo studio ha sede operativa a San Dona' di Piave (Venezia) e supporto tecnico-operativo a Milano, Roma e Berlino.

Premi e Mostre

1995 “Aperto Architettura 95” Trevi Flash Art Museum – PG
1999 Mostra personale Galleria “No.Tre” - Berlino
1999 ‘’Premio Nazionale di Architettura’’ Trevi Flash Art Museum, (2° premio)
1999/2005/2009 “Premio Architettura Città/Territorio Oderzo” – Tv
2004 ARCHIMOV - Architetture in movimento - mostra itinerante d’architettura – Padova / Rovigo
2004/2007 Obalne Galerije Pirano – Slovenia
2008 Mostra personale “Residenze e Luoghi del Lavoro” - architetturacommestibile Rovigo
2009 Trevi _ Attraversamenti 09 Biennale diffusa di architettura contemporanea
2009 XII Biennale di architettura di Buenos Aires: Veneto40 Giovani architetti alla prova
2010 Mostra del Premio Oderzo XI edizione _ Libera Università di Bolzano

CP 99/10

Questo libro restituisce gli esiti del lavoro sviluppato dal nostro studio nel periodo tra il 1999 e il 2010. Era nostro desiderio presentare i progetti come parte di una riflessione critica sul rapporto tra architettura e contesto della città diffusa, in cui ci troviamo costantemente ad operare.
Le tre parti in cui si struttura questo testo possono essere intese come tappe di un percorso di esplorazione segnato dal progressivo disvelamento delle radici della nostra architettura: l'avvicinamento critico alla città diffusa si affianca alla ricerca delle tracce di un'architettura tradizionale in cui riconosciamo un costante e necessario riferimento per il nostro lavoro.
La prima parte del libro rappresenta un'introduzione ai luoghi in cui si trovano i nostri progetti: Alessandra Chemollo ne offre una prospettiva desueta, ponendo l'obiettivo a 15 metri di altezza, una distanza dal suolo sufficiente ad offrirci uno sguardo alternativo a quello a cui siamo quotidianamente abituati percorrendo ''dal basso'' lo spaziodella città diffusa. Nelle sue fotografie la percezione dei particolari si intreccia ad una visione più profonda, verso un orizzonte occupato da un'espansione che non sembra avere limiti: è il paesaggio dilatato della bassa densità, con cui le nostre architetture cercano faticosamente di relazionarsi, per raggiungerne una possibile appartenenza.
La parte centrale del libro raccoglie i nostri progetti: l'ordinecon cui vengono presentati non è cronologico, ma riflettei temi suggeriti dal contesto e con cui ci confrontiamo: l'attenzione per il rapporto tra interno ed esterno, domestico e collettivo, pubblico e privato, divengono centrali in una ricerca orientata a scardinare la tendenza alla chiusura (e privatizzazione) che la contemporaneità impone e che trova la sua più evidente espressione nei lotti isolati e introversi della città diffusa. La nostra ricerca si concreta in un lavoro sugli elementi architettonici di mediazione tra due universi distanti: quello interno, privato, e quello esterno, rappresentato da un ''paesaggio'' che non viene rifiutato, ma accettato come nuovo contesto con cui mettersi necessariamente a confronto.
La terza parte del libro è una raccolta costruita attraverso le fotografie di Luca Casonato, quasi una sorta di collezione di riferimenti tipologici e non solo: case, rovine e particolari costruttivi come muri, portici, tetti, texture di muri a facciavista e grigliati di mattoni a corsi sfalsati, sono ciò cherimane di una tradizione costruttiva nobile e che riteniamo abbia ancora molto da insegnarci. Sono proprio questi elementi ad offrirsi oggi come i resti di un territorio che, forse troppo spesso, dimentica le sue origini.

Per ordinarlo on-line: http://ga-b.com